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Archive for the ‘Potere’ Category

Dell’ Utri: pregiudicato acclamato dalla Ciociaria

venerdì, febbraio 13th, 2009

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Ieri a parlare di Mussolini, di libertà e di giustizia nella sala dell’amministrazione provinciale c’era Marcello Dell’Utri, invitato dai circoli del buongoverno (e che “buongoverno”). A pochi giorni della più grande operazione antimafia di polizia, il pdl di Frosinone ha avuto l’ottima idea di invitare un senatore condannato a 9 anni per concorso esterno in associazione mafiosa  dal tribunale di Palermo. Volevo vedere e sentire cosa si provava ad avere di fronte un politico e pregiudicato (ha anche una condanna per frode fiscale di 2 anni  e 3 mesi confermata dalla Corte di Cassazione) che parla del Duce. La sala era colma di gente, in maggior parte i soliti aspiranti politici con le rispettive famiglie ed amici. Ad ogni applauso mi chiedevo se gli spettatori sapevano del passato di Dell’Utri, se sapevano che nonostante la condanna per mafia che deve passare in altri due gradi giudizi, i rapporti con cosa nostra sono stati accertati dalla polizia; se sapevano che lui fu la persona che negli anni ottanta collega Berlusconi a Gaetano Cinà, Stefano Bontande (boss di cosa nostra); se sapevano che il senatore ha anche un processo contro per estorsione con tanto di dichiarazioni di collaboratori di giustizia e intercettazioni;  se sapevano che un intercettazione tra Dell’Utri e Berlusconi si parla di “cavalli”, li stessi cavalli che il mafioso Vittorio Mangano usava al telefono per trafficare droga. A fare queste considerazioni non sono io,  ma i giudici e i rapporti di polizia dettagliati nella sentenza di primo grado di Dell’Utri. E chissà se gli spettatori di ieri, sono a conoscenza che Berlusconi ha definito ” erore” un mafioso (Mangano), sputando sul lavoro dei più grandi magistrati che l’Italia abbia mai potuto avere quali Falcone e Borsellino. Fù proprio Falcone ad arrestare lo stalliere di casa ad Arcore di Berlusconi.

Ieri si leggeva su alcuni quotidiani locali delle dichiariazioni di Antonio Salvati: «Lo scopo dell’incontro è di migliorare la qualità della politica attraverso la cultura» e ancora parlando del senatore (Dell’Utri) «ha iniziato in tutta Italia un importante percorso di promozione della cultura, rivolgendosi soprattutto ai giovani, ai quali chiede un rinnovato impegno affinché la politica possa tornare ad essere uno straordinario mezzo per migliorare la nostra società e la nostra quotidianità.».

Sulla base di tali dichiarazioni Antonio Salvati intende migliorare la politica invitando a parlare un pregiudicato e un presunto mafioso nella sede della Provincia?

Il senatore Dell’Utri, incontrando giovani di tutta Italia, avrà mai parlato delle sue amicizie mafiose?

Ecco alcuni video per aprire gli occhi:

Telefonata tra Dell\’Utri e Berlusconi

Paolo Borsellino parla di Mangano, lo stalliere di casa Berlusconi

Marco Travaglio parla di Dell\’Utri

Piero Ricca, onesto cittadino, viene allontanato perchè fa dell domande sconttanti a Dell\’Utri

Adolfo Parmaliana: un uomo onesto che “sorrideva alla vita”

giovedì, novembre 6th, 2008

Qualche giorno fa ho ricevuto un’email e sento il dovere di pubblicarla:

Salve
stiamo raccogliendo delle firme per intestare il dipartimento di chimica industriale dell’Università di Messina al professore Adolfo Parmaliana scomparso il 2 ottobre… vi sarei grato se potrestre aggiungere al vostro sito il link  http://www.firmiamo.it/chimicaindustrialeunime dove stiamo raccogliendo le firme.
attendo vostre notizie cordiali saluti

Giuseppe Maimone
Adolfo Parmaliana, 50 anni,  docente universitario di chimica, il 2 ottobre si è lanciato nel vuto dal viadotto dell’autostrada messina-palermo.  Grazie alle sue denunce fu sciolto il consiglio comunale di Terme Vigliatore per associazione mafiosa. E’ stato in prima linea contro la lotta alla mafia. In una lettera lasciata al fratello, spiega di una cupola giudiziaria corrotta che ha insabbiato diverse sue denunce pubbliche su connessioni e affari cosa nostra, ambienti giudiziari, politica e massoneria. A chi dirigeva allora il comune non è successo niente, c’è stato solo uno scmaio di ruoli, mentre al prof. Parmaliana è toccato un accusa e un rinvio a giudizio per diffamazione dalla procura di Barcellona Possa di Grotta (ME). Il reato contestatogli è dovuto all’affissione di due manifesti in seguito allo scioglimento del cosiglio comunale in cui si leggeva : <<Giustizia è fatta, gli onesti hanno vinto>>. Ma probabilmente, Adolfo Parmaliana non ha retto questa “ritorsione”.  Fabio Repici, legale della famiglia ha dichiarato: <<In nessuno caso il mio cliente fece nomi. Le querele sporte contro di lui, inoltre, erano tutte fuori termine e, nonostante ciò, è arrivato il rinvio a giudizio>>  e allora perchè questa denuncia per diffamazione? Si spiega tutto nel seguente documento lasciato dal professore:
La Magistratura barcellonese/messinese vorrebbe mettermi alla gogna vorrebbe umiliarmi, delegittimarmi, mi sta dando la caccia perché ho osato fare il mio dovere di cittadino denunciando il malaffare, la mafia, le connivenze, le coperture e le complicità di rappresentanti dello Stato corrotti e deviati. Non posso consentire a questi soggetti di offendere la mia dignità di uomo, di padre, di marito di servitore dello Stato e docente universitario.

Non posso consentire a questi soggetti di farsi gioco di me e di sporcare la mia immagine, non posso consentire che il mio nome appaia sul giornale alla stessa stregua di quello di un delinquente. Hanno deciso di schiacciarmi, di annientarmi.

Non glielo consentirò, rivendico con forza la mia storia, il mio coraggio e la mia indipendenza. Sono un uomo libero che in maniera determinata si sottare al massacro ed agli agguati che il sistema sopraindicato vorrebbe tendergli.

Chiedete all’Avv.to Mariella Cicero le ragioni del mio gesto, il dramma che ho vissuto nelle ultime settimane, chiedetelo al senatore Beppe Lumia chiedetelo al Maggiore Cristaldi, chiedetelo all’Avv.to Fabio Repici, chiedetelo a mio fratello Biagio. Loro hanno tutti gli elementi e tutti i documenti necessari per farvi conoscere questa storia: la genesi, le cause, gli accadimenti e le ritorsioni che sto subendo.

Mi hanno tolto la serenità, la pace, la tranquillità, la forza fisica e mentale. Mi hanno tolto la gioia di vivere. Non riesco a pensare ad altro. Chiedo perdono a tutti per un gesto che non avrei pensato mai di dover compiere.

Ai miei amati figli Gilda e Basilio, Gilduzza e Basy, luce ed orgoglio della mia vita, raccomando di essere uniti, forti, di non lasciarsi travolgere dai fatti negativi di non sconfortarsi, di studiare, di qualificarsi, di non arrendersi mai, di non essere troppo idealisti, di perdonarmi e di capire il mio stato d’animo: Vi guiderò con il pensiero, con tanto amore, pregherò per voi, gioirò e soffrirò con voi.

Alla mia amatissima compagna di vita, alla mia Cettina, donna forte, coraggiosa, dolce, bella e comprensiva: ti chiedo di fare uno sforzo in più, di non piangere, di essere ancora più forte e di guidare i ns figli ancora con più amore, di essere più buona e più tenace di quanto non lo sia stato io.

Ai miei fratelli, Biagio ed Emilio, chiedo di volersi sempre bene, di non dimenticarsi di me: vi ho voluto sempre bene, vi chiedo di assistere con cura e amore i ns genitori che ne hanno tanto bisogno. Alla mia bella mamma ed al mio straordinario papà: vi voglio tanto bene, vi mando un abbraccio forte, vi porto sempre nel mio cuore, siete una forza della natura, mi avete dato tanto di più di quanto meritavo. A tutti i miei parenti, ai miei cognati, ai miei zii, ai miei cugini, ai miei nipoti, a mia suocera: vi chiedo di stare vicini a Gilda, a Basilio ed a Cettina. Vi chiedo di sorreggerli.

Ai miei amici sarò sempre grato per la loro vicinanza, per il loro affetto, per aver trascorso tante ore felici e spensierate. Alla mia università, ai miei studenti, ai miei collaboratori ed alle mie collaboratrici sarò sempre grato per la cura e la pazienza manifestatemi ogni giorno. Grazie. Quella era 1° mia vita. Ho trascorso 30 anni bellissimi dentro l’università innamorato ed entusiasta della mia attività di docente universitario e di ricercatore.
I progetti di ricerca, la ricerca del nuovo, erano la mia vita. Quanti giovani studenti ho condotto alla laurea. Quanti bei ricordi.

Ora un clan mi ha voluto togliere le cose più belle: la felicità, la gioia di vivere, la mia famiglia, la voglia di fare, la forza per guardare avanti.

Mi sento un uomo finito, distrutto. Vi prego di ricordarmi con un sorriso, con una preghiera, con un gesto di affetto, con un fiore. Se a qualcuno ho fatto del male chiedo umilmente di volermi perdonare.

Ho avuto tanto dalla vita. Poi, a 50 anni, ho perso la serenità per scelta di una magistratura che ha deciso di gambizzarmi moralmente. Questo sistema l’ho combattuto in tutte le sedi istituzionali. Ora sono esausto, non ho più energie per farlo e me ne vado in silenzio. Alcuni dovranno avere qualche rimorso, evidentemente il rimorso di aver ingannato un uomo che ha creduto ciecamente, sbagliando, nelle istituzioni.

Un abbraccio forte, forte da un uomo che fino ad alcuni mesi addietro sorrideva alla vita.

Questa storia, ricorda tanto quella di Beppe Alfano, non a caso spuntano fuori le stesse persone coinvolte con l’omicidio del giornalista. Leggendo la lettera si può ricordare anche Rita Atria, anch’egli rimasta solo dopo la morte di Paolo Borsellino.
Ancora una volta, i media come per Beppe Alfano e per Rita Atria, gettano il silenzio sul caso dopo il piccolo servizietto di routine.
Ancora una volta un uomo, un cittadino onesto, è stato abbandonato dallo stato.
Ancora una volta un cittadino è stato vittima del sistema,
un sistema mafioso, un sistema corrotto, quello stesso sistema che lui ha denunciato.
Adolfo Parmaliana era un uomo onesto che “sorrideva alla vita”.
FIRMA LA PETIZIONE:
Per approfondienti:
http://it.wikipedia.org/wiki/Adolfo_Parmaliana
http://www.articolo21.info/4280/editoriale/laddio-della-sicilia-antimafiosa-ad-adolfo.html
http://www.antimafiaduemila.com/index.php?option=com_content&task=view&id=9448&Itemid=78
http://www.corriere.it/cronache/08_ottobre_03/professore_suicida_messina_f77cfe18-914f-11dd-9f28-00144f02aabc.shtml
http://espresso.repubblica.it/dettaglio//2044785
http://stefanobellanda.altervista.org/?p=228

La “cosca parlamentare” approva l’ennesima Legge ad personam

martedì, giugno 24th, 2008

Eh si! Berlusconi è proprio tornato…. Oggi il Senato ha approvato l’ennesima legge ad personam che riempie la nostra legislazione . Approfondiamo una parte dell’ art. 2 di tale decreto:

Art. 2-ter. - (Sospensione dei processi penali relativi a fatti commessi

fino al 30 giugno 2002) – 1. Al fine di assicurare la priorita` assoluta alla

trattazione dei procedimenti di cui all’articolo 132-bis delle citate norme

di cui al decreto legislativo 28 luglio 1989, n. 271, nonche´ dei procedimenti

da celebrare con giudizio direttissimo e con giudizio immediato, i

processi penali relativi a fatti commessi fino al 30 giugno 2002, che si trovino

in uno stato compreso tra la fissazione dell’udienza preliminare e la

chiusura del dibattimento di primo grado, sono immediatamente sospesi

dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto

per la durata di un anno. In caso di pluralita` di reati contestati, si ha

riguardo alla data dell’ultimo reato.

Ma guarda caso è incluso il Processo Mills (tutti ne parlano ma nessuno spiega di cosa si tratta) in cui è imputato in nostro caro Presidente del Consiglio. Ma cerchiamo di capire di cosa si tratta.

Il reato contestato a Silvio Berlusconi è di corruzione giudiziaria del teste David Mills, anche lui imputato nel medesimo processo. L’inchiesta svela che Berlusconi nel 1997 fece inviare 600.000 dollari tramite Carlo Bernasconi come ricompesa per non aver rivelato, in qualità di testimone in due processi (Arces + altri e All Iberian), informazioni in suo possesso riguardanti società estere off-shore. I PM ritengono tali società il tesoro illegale del gruppo Finvest e l’avv. Mills ideatore di tale sistema. Nonostante i due impuati abbiano respinto le accuse, si legge in una lettera di David Mills indirizzata a Bob Drennan: Le persone di B. sapevano abbastanza il modo in cui avevo potuto testimoniare, cioè non ho detto bugie ma diciamo ho superato curve pericolose, ho tenuto fuori il signor Berlusconi da un mare di guai in cui l’avrei gettato se solo avessi detto tutto quello che sapevo“. Su tale lettera, l’imputato Mills ha varie volte ritratto, invece il commercialista Drennan ha confermato che tale frase gli è stata ripetuta anche a voce, come si può leggere da alcune sue dichiarazioni : «prese questa lettera dalla sua valigetta o dalla tasca, firmò la lettera, la mise in una busta, la chiuse e me la diede». Mills, «all’apparenza agitato, crucciato, mi espresse la preoccupazione che se questa cosa fosse poi diventata pubblica, il fatto dei soldi dal gruppo Berlusconi e persone collegate, avrebbe avuto un impatto sulla carriera ministeriale di sua moglie. Poi temeva che le autorità italiane forse potevano avere interpretato male la cosa e che 600mila dollari erano stati dati da Berlusconi…, aveva paura che ci fosse un collegamento tra questi soldi e la deposizione in Tribunale (…). Temeva che avrebbero male interpretato questo pagamento come collegato a un pagamento dato da un imputato in un processo nel quale lui aveva deposto».

«Silvio Berlusconi rischia una condanna a sei anni di carcere nel primo grado del processo Mills». Parole di Gaetano Pecorella, avvocato dell’ex presidente del consiglio e deputato di Forza Italia, combinazione non certo originale tra le fila azzurre. (fonte: antimafia duemila)

Silvio Berlusconi dichiara infamanti tali accuse e ricusa i giudici:

Berlusconi decide di ricusare i Giudici di un processo….

Per approfondimenti:

Ghedini e processo Mills a Matrix

Ma d’altronde, se davvero ,come lui e la sua coalizione hanno dichiarato, cioè che non è una legge ad personam ma solo per una giustizia migliore, per trasparenza e correttezza usufruirà della seguente possibilità da lui stesso firmata. del decreto approvato oggi dal Senato:

Art.2 ter 8. L’imputato puo` richiedere al presidente del tribunale di non sospendere

il processo. Il presidente del tribunale, valutate le ragioni della

richiesta, le esigenze dell’ufficio e lo stato del processo, provvede con ordinanza,

notificata con le modalita` di cui al comma 3.

decreto-legge 23 maggio 2008, n. 92

Credete davvero che per amor della Patria farà questa richiesta???

…. to be continued…