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Evoluzione

febbraio 19th, 2009

Da oggi questo blog si evolve e cambia indirizzo:

www.antonioiafano.com

ce02e0a2a3

Ieri a parlare di Mussolini, di libertà e di giustizia nella sala dell’amministrazione provinciale c’era Marcello Dell’Utri, invitato dai circoli del buongoverno (e che “buongoverno”). A pochi giorni della più grande operazione antimafia di polizia, il pdl di Frosinone ha avuto l’ottima idea di invitare un senatore condannato a 9 anni per concorso esterno in associazione mafiosa  dal tribunale di Palermo. Volevo vedere e sentire cosa si provava ad avere di fronte un politico e pregiudicato (ha anche una condanna per frode fiscale di 2 anni  e 3 mesi confermata dalla Corte di Cassazione) che parla del Duce. La sala era colma di gente, in maggior parte i soliti aspiranti politici con le rispettive famiglie ed amici. Ad ogni applauso mi chiedevo se gli spettatori sapevano del passato di Dell’Utri, se sapevano che nonostante la condanna per mafia che deve passare in altri due gradi giudizi, i rapporti con cosa nostra sono stati accertati dalla polizia; se sapevano che lui fu la persona che negli anni ottanta collega Berlusconi a Gaetano Cinà, Stefano Bontande (boss di cosa nostra); se sapevano che il senatore ha anche un processo contro per estorsione con tanto di dichiarazioni di collaboratori di giustizia e intercettazioni;  se sapevano che un intercettazione tra Dell’Utri e Berlusconi si parla di “cavalli”, li stessi cavalli che il mafioso Vittorio Mangano usava al telefono per trafficare droga. A fare queste considerazioni non sono io,  ma i giudici e i rapporti di polizia dettagliati nella sentenza di primo grado di Dell’Utri. E chissà se gli spettatori di ieri, sono a conoscenza che Berlusconi ha definito ” erore” un mafioso (Mangano), sputando sul lavoro dei più grandi magistrati che l’Italia abbia mai potuto avere quali Falcone e Borsellino. Fù proprio Falcone ad arrestare lo stalliere di casa ad Arcore di Berlusconi.

Ieri si leggeva su alcuni quotidiani locali delle dichiariazioni di Antonio Salvati: «Lo scopo dell’incontro è di migliorare la qualità della politica attraverso la cultura» e ancora parlando del senatore (Dell’Utri) «ha iniziato in tutta Italia un importante percorso di promozione della cultura, rivolgendosi soprattutto ai giovani, ai quali chiede un rinnovato impegno affinché la politica possa tornare ad essere uno straordinario mezzo per migliorare la nostra società e la nostra quotidianità.».

Sulla base di tali dichiarazioni Antonio Salvati intende migliorare la politica invitando a parlare un pregiudicato e un presunto mafioso nella sede della Provincia?

Il senatore Dell’Utri, incontrando giovani di tutta Italia, avrà mai parlato delle sue amicizie mafiose?

Ecco alcuni video per aprire gli occhi:

Telefonata tra Dell\’Utri e Berlusconi

Paolo Borsellino parla di Mangano, lo stalliere di casa Berlusconi

Marco Travaglio parla di Dell\’Utri

Piero Ricca, onesto cittadino, viene allontanato perchè fa dell domande sconttanti a Dell\’Utri

Ieri in prima pagina di un noto giornale locale è apparso il titolo <Scacco all’impero dei Casalesi>. Appena finito di leggere l’articolo ho pensato: l’impero sarà pure dei Casalesi, ma la maggior parte dei soggetti coinvolti sono residenti nel Frusinate.
Operazione Ausonia, novembre 2002
Gli stessi componenti della famiglia De Angelis originari di Casal di Principe, si sono stabilizzati da oltre un decennio nella nostra provincia, aprendo attività economiche di diverso tipo tra il cassinate (compreso Castrocielo) e il sud pontino. Tante vero che già nel novembre 2002, nell’ambito dell’operazione Ausonia del G.I.C.O. (gruppo investigativo criminalità organizzata), furono sequestrati 59 immobili (tra capannoni idustriali, appartamenti e immobili commerciali), 106 lotti di terreno (450 mila metri quadrati), 14 autovettoure (compresa una porsche e una ferrari) e 28 imprese commerciali ed agricole, tutti beni riconducibili a Gennaro De Angelis. Tale patromonio era di 60 milioni di eruo sparso tra le suguenti città: Casoria, Castrocielo, Aquino, Cassino, Frosinone, Formia, Gaeta, Livorno, Roma, Giulianova e Martinsicuro. Gli inquirenti scoprirono, che tale patrimonio era intestato a 28 prestanomi diversi di cui la maggior parte di De Angelis. Ma dopo un mese fù dissequestrato tutto dal tribunale del Riesame di Napoli poichè gli avvocati riuscirono a dimostrare che la famiglia di De Angelis era in possesso di tali beni da diverse generazioni già dal dopoguerra, mentre il clan dei casalesi (si ipotizzava che il patrimonio era riconducibile al clan) era sorto solo negli anni novanta. 
Ma chi è Gennaro De Angelis?
foto
Ha sessantaquattro anni e nasce a Casal di Principe. Arriva nel Lazio negli anni ‘70 con delega di schiavone per controllare il nuovo territorio. Alla fine degli anni ‘80 si trasferisce a Formia in Via Vitruvio. Li apre  un mobilificio e fonda un gruppo criminale autonomo che in poco tempo riesce a controllare diversi mercati del sud lazio e in particolare quello dell’auto. In oltre ha un passato oscuro negli appalti della terza corsi dell’autostrada Roma-Napoli.
Operazione “Safty car” (GdF) e operazione Ca-Morra (Carabinieri).
Le indagini durate dal 2005 al 2007 hanno coinvolto ben 73 persone. A capo dell’organizzazione Gennaro De Angelis, referente del clan dei casalesi. Grazie al suo prestigo criminale, acquistava automobili al di fuori dell’italia (dal Belgio e Germania al Basso Lazio e Casertano) evandendo l’IVA.  Gennario era aiutato da Carlo e Michele De Angelis nell’organizzazione. Mediante la costituzione di società “fittizie”, emettevano fatture per operazioni inesistenti per evadere l’IVA sulle auto importate ottenendo dei rimborsi sull’imposta. Diversi altri sono stati arrestati in qualità di titolari dei più grandi concessioanri di autombili del Basso Lazio: Que.Be Auto, ZL Auto, Emme Auto, N.S. auto, Charly Cars, C.M. auto1, Autosud lazio, Casilina Car… 
Il sodalizio criminale oltre a commercializzare auto estere, grazie all’assogettamento del clan di appartenenza, intimorivano la concorezza ascquisendo auto a un costo concorrenziale; in più estorcevano altri imprenditori del mercato automobilistico e da tale provente si adoperavano alla ricettazione e riciclaggio degli autoveicoli acquisendo in seguito in controllo di esercizi commerciali stessi. La maggior parte delle attività sequestrate sono situate tra Cassino e Castrocielo nei pressi di via Casilina Sud. L’altro spezzone dell’indagine riguarda Ciro Maresca (lo stesso Ciro Maresca del clan dei casalesi che diverse volte è stato coinvolto in inchieste antimafia nella capitale) che in collegamento con il sodalizio criminale precedentemente descritto mediante l’intimidazione estorceva a acquisiva gratuitamente automobili di diversi concessionari di Roma.

Numero di oggetti coinvolti
73 persone indagate tra Lazio, Campania e Abruzzo: 33 residenti tra Sora e Cassino, 18 ordinanze di misura cautelare.

Soggeti raggiunti da ordinanza di custodia cautelare:

Gennaro De Angelis, 64 anni di Casal di Principe, accusato di associazione per delinquere di tipo mafioso.

Cuccurullo Annamaria, 61 anni di Napoli, arresti domiciliari.

Carlo De Angelis, 62 anni di Casal di Principe, arresti domicliari.

Carmela De Angelis, 37 anni di Castrocielo, arresti domiciliari.

Maria De Angelis, arresti domiciliari.

Michele De Angelis, 40 anni di Cassino, accusato di associazione per delinquere di tipo mafioso.

Francesco Gallozzi, 26 anni di Cassino, accusato di associazione per delinquere con l’aggravante del concorso esterno.

Antonio Morra, 19 anni di Cassino, accusato di concorso esterno in ricettazione e di associazione per delinquere con l’aggravante del concorso esterno , assistito dall’avvocato Antonio Valente.

Carmine Morra, 43 anni di Cassino, accusato di associazione per delinquere con l’aggravante del concorso esterno.

Massimo Morra, 41 anni di Cassino, accusato di associazione per delinquere con l’aggravante del concorso esterno.

Bernardo Quaglieri, 43 anni di Fontana Liri, accusato di associazione per delinquere di tipo mafioso,assistito dagli avvocato Dario De Santis ed Emanuele Carbone.

Silvio Rossi, 45 anni di Castro dei Volsci, accusato di associazione per delinquere di stampo mafioso.

Nunzio Sacco, 43 anni di Cassino, accusato per associazione a delinquere di tipo mafioso e già indagato nell’operazione Grande Muraglia coni componenti del clan Gugliano, assistito dagli avvocati Antonio Fraioli e Alberto Borrea.

Aquilino Spada, 39 anni di Mondragone, accusato di associazione per delinquere con l’aggravante del concorso esterno.

Costantino Spada, 37 anni di Mondragone, accusato di associazione per delinquere con l’aggravante del concorso esterno.

Pellegrino Tozzi, 55 anni di Benevento, accusato di associazione a delinquere di tipo mafioso.

Danilo Turchi, 35 anni di Sora, accusato di associazione per delinquere di tipo mafioso.

Luigi Zonfrilli, 38 anni di Pontecorvo, accusato per associazione a delinquere di tipo mafioso, assistito dagli avvocati Grazia Iannarilli e Anselmo Torchia.

Saiti Aladino, 31 anni di Sora, accusato per associazione a delinquere di tipo mafioso, assistito dall’avvocato Pierluigi Taglienti.

 

Reati contestati:

estorsione, approprazione indebita, truffa ai danni di privati, frode fiscale, falso in atto pubblico, falso in scritttura privata, riciclaggio, fittizie intestazioni di ben, evasione fiscale e altri vari reati tributari, associazione a delinquere di tipo mafioso.

Città coinvolte negli illeciti.

Città in cui sono stati sequestrati i terreni: Gaeta,Frosinone, Castrocielo e Castro dei Volsci. Città in cui sono stati sequestrati i 300 conti correnti e titoli di credito: Caserta, Milano, Frosinone, Ferentino, Veroli, Cassino, Castrocielo e Castelnuovo Parano. Infine gli immpbili sequestrati nelle seguenti: Cassino, Latina e Gaeta.

Patrimonio coinvolto:
300 tra conti correnti e titoli di credito
33 società
22 immobili
9 terreni
20 autovetture
Mobilin,Castrocielo (FR), http://www.mobili-in.it/, in attività dal 1987 gestita dai De Angelis.
Galleria del Mobile, Castrocielo (FR), gestita dai De Angelis.
Agrilat, Castrcielo (FR), http://www.agrilat.it/, gestita dai De Angelis

S.A. Prestige S.rl., Frosinone, gestita da Saladino Saiti

Qe.Be Auto, Arce (FR), http://www.qubeauto.com/ di Bernardo Quaglieri.
ZL Auto, Castrocielo (FR), http://www.zlautosport.it/ di Luigi Zonfrlli.
Emme Auto, Aquino (FR), http://www.emmeauto.it/
N.S. auto, Cassino (FR)
Charly Cars
C.M. auto1
Autosud lazio
Casilina Car
Le attività continueranno a lavorare regolarmente ma sotto la gestione di due amministratori giudiziari.
PER UN TOTALE DI 80 MILIONI DI BENI 

Anch’io su facebook

febbraio 4th, 2009

Ci sono cascato anch’io.  Da qualche giorno mi potete trovare su facebook qui.

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“Un blog anti-camorra “

gennaio 25th, 2009

Ciociaria Oggi - 24 gennaio 2008 - pagina 12

Ciociaria Oggi - 24 gennaio 2008 - pagina 12

“Un blog anti-camorra”, è questo il titolo apparso ieri (24 gennaio 2008) sul giornale locale Ciociaria Oggi. Dopo aver ricevuto una telefonata da una giornalista, ho notato con piacere l’interessamento della stampa oltre a queso blog, anche a www.legalitainciociaria.com. Un motivo in più per continuare liniziativa.

Qualche giorno fa ho ricevuto un’email e sento il dovere di pubblicarla:

Salve
stiamo raccogliendo delle firme per intestare il dipartimento di chimica industriale dell’Università di Messina al professore Adolfo Parmaliana scomparso il 2 ottobre… vi sarei grato se potrestre aggiungere al vostro sito il link  http://www.firmiamo.it/chimicaindustrialeunime dove stiamo raccogliendo le firme.
attendo vostre notizie cordiali saluti

Giuseppe Maimone
Adolfo Parmaliana, 50 anni,  docente universitario di chimica, il 2 ottobre si è lanciato nel vuto dal viadotto dell’autostrada messina-palermo.  Grazie alle sue denunce fu sciolto il consiglio comunale di Terme Vigliatore per associazione mafiosa. E’ stato in prima linea contro la lotta alla mafia. In una lettera lasciata al fratello, spiega di una cupola giudiziaria corrotta che ha insabbiato diverse sue denunce pubbliche su connessioni e affari cosa nostra, ambienti giudiziari, politica e massoneria. A chi dirigeva allora il comune non è successo niente, c’è stato solo uno scmaio di ruoli, mentre al prof. Parmaliana è toccato un accusa e un rinvio a giudizio per diffamazione dalla procura di Barcellona Possa di Grotta (ME). Il reato contestatogli è dovuto all’affissione di due manifesti in seguito allo scioglimento del cosiglio comunale in cui si leggeva : <<Giustizia è fatta, gli onesti hanno vinto>>. Ma probabilmente, Adolfo Parmaliana non ha retto questa “ritorsione”.  Fabio Repici, legale della famiglia ha dichiarato: <<In nessuno caso il mio cliente fece nomi. Le querele sporte contro di lui, inoltre, erano tutte fuori termine e, nonostante ciò, è arrivato il rinvio a giudizio>>  e allora perchè questa denuncia per diffamazione? Si spiega tutto nel seguente documento lasciato dal professore:
La Magistratura barcellonese/messinese vorrebbe mettermi alla gogna vorrebbe umiliarmi, delegittimarmi, mi sta dando la caccia perché ho osato fare il mio dovere di cittadino denunciando il malaffare, la mafia, le connivenze, le coperture e le complicità di rappresentanti dello Stato corrotti e deviati. Non posso consentire a questi soggetti di offendere la mia dignità di uomo, di padre, di marito di servitore dello Stato e docente universitario.

Non posso consentire a questi soggetti di farsi gioco di me e di sporcare la mia immagine, non posso consentire che il mio nome appaia sul giornale alla stessa stregua di quello di un delinquente. Hanno deciso di schiacciarmi, di annientarmi.

Non glielo consentirò, rivendico con forza la mia storia, il mio coraggio e la mia indipendenza. Sono un uomo libero che in maniera determinata si sottare al massacro ed agli agguati che il sistema sopraindicato vorrebbe tendergli.

Chiedete all’Avv.to Mariella Cicero le ragioni del mio gesto, il dramma che ho vissuto nelle ultime settimane, chiedetelo al senatore Beppe Lumia chiedetelo al Maggiore Cristaldi, chiedetelo all’Avv.to Fabio Repici, chiedetelo a mio fratello Biagio. Loro hanno tutti gli elementi e tutti i documenti necessari per farvi conoscere questa storia: la genesi, le cause, gli accadimenti e le ritorsioni che sto subendo.

Mi hanno tolto la serenità, la pace, la tranquillità, la forza fisica e mentale. Mi hanno tolto la gioia di vivere. Non riesco a pensare ad altro. Chiedo perdono a tutti per un gesto che non avrei pensato mai di dover compiere.

Ai miei amati figli Gilda e Basilio, Gilduzza e Basy, luce ed orgoglio della mia vita, raccomando di essere uniti, forti, di non lasciarsi travolgere dai fatti negativi di non sconfortarsi, di studiare, di qualificarsi, di non arrendersi mai, di non essere troppo idealisti, di perdonarmi e di capire il mio stato d’animo: Vi guiderò con il pensiero, con tanto amore, pregherò per voi, gioirò e soffrirò con voi.

Alla mia amatissima compagna di vita, alla mia Cettina, donna forte, coraggiosa, dolce, bella e comprensiva: ti chiedo di fare uno sforzo in più, di non piangere, di essere ancora più forte e di guidare i ns figli ancora con più amore, di essere più buona e più tenace di quanto non lo sia stato io.

Ai miei fratelli, Biagio ed Emilio, chiedo di volersi sempre bene, di non dimenticarsi di me: vi ho voluto sempre bene, vi chiedo di assistere con cura e amore i ns genitori che ne hanno tanto bisogno. Alla mia bella mamma ed al mio straordinario papà: vi voglio tanto bene, vi mando un abbraccio forte, vi porto sempre nel mio cuore, siete una forza della natura, mi avete dato tanto di più di quanto meritavo. A tutti i miei parenti, ai miei cognati, ai miei zii, ai miei cugini, ai miei nipoti, a mia suocera: vi chiedo di stare vicini a Gilda, a Basilio ed a Cettina. Vi chiedo di sorreggerli.

Ai miei amici sarò sempre grato per la loro vicinanza, per il loro affetto, per aver trascorso tante ore felici e spensierate. Alla mia università, ai miei studenti, ai miei collaboratori ed alle mie collaboratrici sarò sempre grato per la cura e la pazienza manifestatemi ogni giorno. Grazie. Quella era 1° mia vita. Ho trascorso 30 anni bellissimi dentro l’università innamorato ed entusiasta della mia attività di docente universitario e di ricercatore.
I progetti di ricerca, la ricerca del nuovo, erano la mia vita. Quanti giovani studenti ho condotto alla laurea. Quanti bei ricordi.

Ora un clan mi ha voluto togliere le cose più belle: la felicità, la gioia di vivere, la mia famiglia, la voglia di fare, la forza per guardare avanti.

Mi sento un uomo finito, distrutto. Vi prego di ricordarmi con un sorriso, con una preghiera, con un gesto di affetto, con un fiore. Se a qualcuno ho fatto del male chiedo umilmente di volermi perdonare.

Ho avuto tanto dalla vita. Poi, a 50 anni, ho perso la serenità per scelta di una magistratura che ha deciso di gambizzarmi moralmente. Questo sistema l’ho combattuto in tutte le sedi istituzionali. Ora sono esausto, non ho più energie per farlo e me ne vado in silenzio. Alcuni dovranno avere qualche rimorso, evidentemente il rimorso di aver ingannato un uomo che ha creduto ciecamente, sbagliando, nelle istituzioni.

Un abbraccio forte, forte da un uomo che fino ad alcuni mesi addietro sorrideva alla vita.

Questa storia, ricorda tanto quella di Beppe Alfano, non a caso spuntano fuori le stesse persone coinvolte con l’omicidio del giornalista. Leggendo la lettera si può ricordare anche Rita Atria, anch’egli rimasta solo dopo la morte di Paolo Borsellino.
Ancora una volta, i media come per Beppe Alfano e per Rita Atria, gettano il silenzio sul caso dopo il piccolo servizietto di routine.
Ancora una volta un uomo, un cittadino onesto, è stato abbandonato dallo stato.
Ancora una volta un cittadino è stato vittima del sistema,
un sistema mafioso, un sistema corrotto, quello stesso sistema che lui ha denunciato.
Adolfo Parmaliana era un uomo onesto che “sorrideva alla vita”.
FIRMA LA PETIZIONE:
Per approfondienti:
http://it.wikipedia.org/wiki/Adolfo_Parmaliana
http://www.articolo21.info/4280/editoriale/laddio-della-sicilia-antimafiosa-ad-adolfo.html
http://www.antimafiaduemila.com/index.php?option=com_content&task=view&id=9448&Itemid=78
http://www.corriere.it/cronache/08_ottobre_03/professore_suicida_messina_f77cfe18-914f-11dd-9f28-00144f02aabc.shtml
http://espresso.repubblica.it/dettaglio//2044785
http://stefanobellanda.altervista.org/?p=228

Le spiaggie sarde
Antonio mentre fa il bagno nell'isola disabitata di Santa Maria (arcipelago de La Maddalena)

Il mese scorso ho trascorso una settimana di vacanza nella Gallura, in Sardegna. E’ stupenda: chilometri di strade panoramiche in mezzo a magnifiche colline ricche di vegetazione, a volte capita anche di avvistare qualche porcellino sardo.

Il mare è magnifico, chiaro e limpido, si vede il fondo anche a diversi metri di profondità; ma soprattutto la spiaggia non conosce i lidi, i parcheggi, i bar … il cemento. Metri e metri di spiaggia libera, al naturale, tra le tante insenature caratteristiche al massimo si trovano un paio di spiaggie private e un piccolo bar costruito principalmente in legno. Sono rimasto affascinato da questo particolare poichè sono abituato alle spiaggie pontine: scarico fognaro, cemento e residence in costruzione ovunque, camorra e politici che si divertono a creare spiagge artificiali dopo averle prima distrutte.

La Sardegna no! Non conosce ancora la politica del cemento.


Mafia in Sardegna

Nonostante le sue belleze naturali, questa terra non è totalmente immune dalle mafie. Un detto sardo recita così:

Né la vipera né la mafia.

Una sorta di scongiura per allontanare le infiltrazioni mafiose dall’isola. Ma in realtà gli investimenti mafiosi in sardegna e talvolta gli stessi investitori sono presenti già da tempo. Infatti risalgono agli anni ‘80 le primi indagini del dr. Imposimato riguardo a capitali riciclati nella zona di Olbia e la Gallura. Investimenti edilizi in appartamenti e servizi turistici che coinvolgevano la famiglia di Pippo Calò, ‘ndrangheta e indirettamente Silvio Berlusconi. Ma solo con le ultime operazioni di polizia come con l’operazione “dirty money” il fenomeno ha avuto la giusta attenzione. Tale operazione constatò un giro di riciclaggio con l’ammontare di 5 milioni di euro partiti da milano per poi finire in sardegna e svizzera. Finirino in carcere 9 persone tra cui un importante finanziere svizzero ed esponenti di primo piano di una cosca calbarese.

Per approfondimenti:

http://www.narcomafie.it/articoli_2008/dos_7_8_2008.htm

http://www.sardegna.beniculturali.it/eventi/642354/mafia-e-criminalita-in-sardegna.html

http://www.antimafiaduemila.com/content/view/7414/78/

http://www.brianzapopolare.it/sezioni/politica/berlusconi_mafioso_lega_2001feb16.htm

http://www.regionesardegna.it/documenti/1_56_20080610124030.pdf

http://www.eddyburg.it/article/articleview/10600/0/128/

http://www.newstin.it/rel/it/it-010-000487984

http://lanuovasardegna.repubblica.it/dettaglio/I-tentacoli-della-mafia-sulla-citta/1433837?edizione=EdRegionale

Scie chimiche

Riguardo alle scie chimiche inutile stare qui a parlarne per ripetere sempr le stesse cosa tra bufale e realtà. Pubblico solo alcuni foto che ho avuto modo di scattare pesonalmente dall’”isola dei gabbani”:

fare clic sulle foto per ingrandirle

Foto scattate il 9 settembre 2008 dalle ore 15,29 alle ore 15,45

In questo arco di tempo sono passati decine di aerei.

Per approfondimenti sulle scie chimiche:

http://www.sciesardegna.it

http://www.sciechimiche.org

http://it.wikipedia.org/wiki/Scia_chimica

http://www.tankerenemy.com/

http://scie-chimiche.blogspot.com/

http://www.sandrobrandolini.it/index.php?option=com_content&task=view&id=25&Itemid=29

La “riforma” Gelmini

ottobre 30th, 2008

http://ascuoladibugie.blogosfere.it/images/Gelmini_ok.jpg

L’altro giorno è diventata legge la riforma (sostantivo accreditato dal governo) Gelmini che non è nient’altro che la legge 133/2008. Tale legge non fa nient’altro che tagliare i costi dell’università e ricerca a discapito della qualità ma soprattutto dei studenti e precari per darli alle banche speculatrici. Gli esponenti del governo esultano tale testo per eliminare gli sprechi, raccomandazioni, concorsi truccati e quant’altro, ma invece vengono tagliati circa 1,5 miliardi di euro e di onseguenza aumento delle tasse per gli studenti, riduzione corpo docente, ma cosa peggiore è la possibilità di privatizzazione. Tale disposizione è contenuta nell’art. 16:

Art. 16.
Facoltà di trasformazione in fondazioni delle università

1. In attuazione dell’articolo 33 della Costituzione, nel rispetto delle leggi vigenti e dell’autonomia didattica, scientifica, organizzativa e finanziaria, le Università pubbliche possono deliberare la propria trasformazione in fondazioni di diritto privato. La delibera di trasformazione e’ adottata dal Senato accademico a maggioranza assoluta ed e’ approvata con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze. La trasformazione opera a decorrere dal 1° gennaio dell’anno successivo a quello di adozione della delibera.

2. Le fondazioni universitarie subentrano in tutti i rapporti attivi e passivi e nella titolarità del patrimonio dell’Università. Al fondo di dotazione delle fondazioni universitarie e’ trasferita, con decreto dell’Agenzia del demanio, la proprietà dei beni immobili già in uso alle Università trasformate.

3. Gli atti di trasformazione e di trasferimento degli immobili e tutte le operazioni ad essi connesse sono esenti da imposte e tasse.

4. Le fondazioni universitarie sono enti non commerciali e perseguono i propri scopi secondo le modalità consentite dalla loro natura giuridica e operano nel rispetto dei principi di economicità della gestione. Non e’ ammessa in ogni caso la distribuzione di utili, in qualsiasi forma. Eventuali proventi, rendite o altri utili derivanti dallo svolgimento delle attività previste dagli statuti delle fondazioni universitarie sono destinati interamente al perseguimento degli scopi delle medesime.

5. I trasferimenti a titolo di contributo o di liberalità a favore delle fondazioni universitarie sono esenti da tasse e imposte indirette e da diritti dovuti a qualunque altro titolo e sono interamente deducibili dal reddito del soggetto erogante. Gli onorari notarili relativi agli atti di donazione a favore delle fondazioni universitarie sono ridotti del 90 per cento.

6. Contestualmente alla delibera di trasformazione vengono adottati lo statuto e i regolamenti di amministrazione e di contabilità delle fondazioni universitarie, i quali devono essere approvati con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze. Lo statuto può prevedere l’ingresso nella fondazione universitaria di nuovi soggetti, pubblici o privati.

7. Le fondazioni universitarie adottano un regolamento di Ateneo per l’amministrazione, la finanza e la contabilità, anche in deroga alle norme dell’ordinamento contabile dello Stato e degli enti pubblici, fermo restando il rispetto dei vincoli derivanti dall’ordinamento comunitario.

8. Le fondazioni universitarie hanno autonomia gestionale, organizzativa e contabile, nel rispetto dei principi stabiliti dal presente articolo.

9. La gestione economico-finanziaria delle fondazioni universitarie assicura l’equilibrio di bilancio. Il bilancio viene redatto con periodicità annuale. Resta fermo il sistema di finanziamento pubblico; a tal fine, costituisce elemento di valutazione, a fini perequativi, l’entità dei finanziamenti privati di ciascuna fondazione.

10. La vigilanza sulle fondazioni universitarie e’ esercitata dal Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze. Nei collegi dei sindaci delle fondazioni universitarie e’ assicurata la presenza dei rappresentanti delle Amministrazioni vigilanti.

11. La Corte dei conti esercita il controllo sulle fondazioni universitarie secondo le modalità previste dalla legge 21 marzo 1958, n. 259 e riferisce annualmente al Parlamento.

12. In caso di gravi violazioni di legge afferenti alla corretta gestione della fondazione universitaria da parte degli organi di amministrazione o di rappresentanza, il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca nomina un Commissario straordinario, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, con il compito di salvaguardare la corretta gestione dell’ente ed entro sei mesi da tale nomina procede alla nomina dei nuovi amministratori dell’ente medesimo, secondo quanto previsto dallo statuto.

13. Fino alla stipulazione del primo contratto collettivo di lavoro, al personale amministrativo delle fondazioni universitarie si applica il trattamento economico e giuridico vigente alla data di entrata in vigore del presente decreto.

14. Alle fondazioni universitarie continuano ad applicarsi tutte le disposizioni vigenti per le Università statali in quanto compatibili con il presente articolo e con la natura privatistica delle fondazioni medesime.

Cosa accadrebbe se ad esempio una determinata casa farmaceutica finanziasse una facoltà di medicina o di biologia?

Automaticamente la ricerca diverrebbe una ricerca a fini economici e di sviluppo della la sola casa farmaceutica e non ai fini pubblici.

Si trasformerebbe l’università in un’industria

Riporto un discorso di Piero Calamandrei pronunciato al 3° congresso dell’Associazione a Difesa della Scuola Nazionale a Roma l’11 febbraio 1950:

“Facciamo l’ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuole fare la marcia su Roma e trasformare l’aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura.

Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di Stato hanno difetto di essere imparziali. C’è una certa resistenza; in quelle scuole c’è sempre, perfino sotto il fascismo c’è stata. Allora il partito dominante segue un’altra strada (è tutta un’ipotesi teorica,intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle.

Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di previlegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole , perché in fondo sono migliori si dice di quelle di Stato. E magari si danno dei premi, come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A “quelle” scuole private. Gli esami sono più facili,si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola previlegiata.

Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di Stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di Stato per dare prevalenza alle scuole private. Attenzione, amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna discutere. Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tener d’occhio i cuochi di questa bassa cucina. L’operazione si fa in tre modi: ve l’ho già detto: rovinare le scuole di Stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico.”
Piero Calamandrei

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Fine pausa

ottobre 29th, 2008

Dopo qualche mese di pausa, a breve rinizio a scrivere. Ho da raccontare le vacanze estive, la discutissima riforma Gelmini, il prossimo fallimento delle banche italiane (si si proprio italiane)…. le ultime vicende camorristiche della mia città e in oltre proprio ora ho sto aprendo l’ultima relazione semestrale della Direzione Investigativa Antimafia riguardante i primi sei mesi del 2008. Prossimamente apriro una nuova categoria: Università. In ultimo annuncio che presto usciranno novità su Legalità in Ciociaria.

Nel frattempo, per capire qualcosa su questa crisi finanziaria, vi consiglio di guardare

i video di Eugenio Benetazzo:

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Qualche giorno fà, ho ricevuto la seguente email che pubblico con piacere ma soprattutto dovere:

 

 

Due parlamentari dell’opposizione che se ne intendono: Gerardo D’Ambrosio e Felice Casson, ex magistrati entrambi, hanno fatto una bella scoperta.
Che cosa hanno scoperto? Che l’altro giorno, infilato nella norma che incentiva i magistrati che si recano nelle sedi disagiate con aumenti di stipendio, hanno inserito un piccolo codicillo che abroga una norma approvata nel 2007 dal governo Prodi.
Cosa diceva quella norma? Che i magistrati non possono ricoprire incarichi direttivi oltre i 75 anni se sono stati reintegrati in base alla legge che consentiva ai funzionari pubblici, sospesi o dimissionari per processi o condanne, che poi venivano assolti e potevano essere reintegrati.
In caso di reintegro, comunque il magistrato non può ricoprire incarichi direttivi se ha compiuto 75 anni.
Uno dirà: ‘ma di chi stanno parlando? Fate nomi e cognomi!’.
Chi è il magistrato che è stato reintegrato dopo che si era dimesso perché era stato condannato, poi era stato assolto ed è ritornato in carica e ha compiuto 75 anni? Non ce ne sono mica tanti: ce n’è uno.
Si chiama Corrado Carnevale.
E’ una vecchia conoscenza, soprattutto di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, che lo consideravano l’avversario numero uno.
Subito dopo la mafia c’era colui che alla presidenza della prima sezione penale della Cassazione si incaricava di cassare, annullare, decine di sentenze di condanna emesse dai giudici di Palermo nei confronti dei capi mafia.
Ma non solo di quelle di Palermo: assolveva anche i clan processati e condannati a Torino, ad esempio.
Sempre con cavilli, virgole mancanti, timbri incompleti. Era il re del garbuglio. Lo chiamavano ‘l’ammazza sentenze’.
Secondo alcuni testimoni, suoi colleghi in Cassazione e alcuni pentiti di mafia questo signore non annullava le sentenze perché andavano annullate ma perché era d’accordo con la mafia.
Si è fatto un processo, Carnevale è stato assolto in primo grado, condannato in appello e poi la Cassazione ha annullato senza rinvio la sentenza.
Senza rinvio vuol dire che non ha disposto un nuovo processo in appello, come spesso avviene, ha annullato definitivamente stabilendo che le prove utilizzate dalla Corte d’Appello, quelle decisive, non erano più utilizzabili.
Come mai? Dei colleghi di Carnevale in Cassazione, che raccontavano di come lui facesse pressioni per ottenere l’annullamento delle condanne dei mafiosi anche quando non c’entrava niente perché non presiedeva il collegio - figurarsi quando lo presiedeva… c’erano racconti di suoi colleghi che dicevano: ‘quando eravamo in camera di consiglio lui ci diceva di annullare’. Ma anche quando non era in camera di consiglio chiamava alcuni colleghi e diceva: ‘mi raccomando, annullate’.
La Corte ritiene utilizzabili queste dichiarazioni nel senso che ritiene, come si era sempre ritenuto fino a quel momento, che se in camera di consiglio dove vige il segreto più assoluto - nessuno può rivelare cosa succede in camera di consiglio - si commettono dei reati, metti che il presidente malmena uno degli altri giudici, il giudice quando esce con l’occhio nero potrà dire ‘mi ha menato il presidente’… anche se la camera di consiglio è segreta, se si tratta di scoprire se sono stati commessi dei reati e chi li ha commessi si può divulgare cosa è avvenuto.
La Cassazione, sconvolgendo e ribaltando questa impostazione originaria, ha detto no: ‘non si può rivelare nulla della camera di consiglio, nemmeno quando si tratta di processare qualcuno per qualcosa fatto all’interno della camera di consiglio’.
Quindi ha dichiarato inutilizzabili le dichiarazioni dei magistrati di cassazione che dichiaravano di aver subito pressioni in camera di consiglio da Carnevale.
Quindi, se la prova non vale più perché sono cambiate le regole durante la partita è evidente che a quel punto Carnevale, anche per questo motivo, è stato assolto.
La Corte non si è accorta di un altro fatto: alcuni colleghi di Carnevale, che lo accusavano, non raccontavano di pressioni avvenute dentro la camera di consiglio.
Raccontavano di pressioni che faceva quando non stava in camera di consiglio, perché non presiedeva il collegio.
Erano pressioni avvenute fuori e dovrebbero essere utilizzabili.
Han fatto un fritto misto, han messo tutto dentro, hanno detto che era tutto inutilizzabile e, anche per questo motivo, Carnevale è stato assolto.
A questo punto, dopo la condanna in appello, si era dimesso dalla magistratura, altrimenti il CSM l’avrebbe comunque sospeso o cacciato.
Dopo che la Cassazione lo ha assolto, lui ha ottenuto una legge per poter rientrare in magistratura dopo che si era messo in prepensionamento.
Legge che ha approvato la maggioranza di centrodestra nel 2003, con voti delle solite teste di cavolo di una parte del centrosinistra che quando si tratta di dare una mano nelle porcate non si tira mai indietro.
Questa maggioranza trasversale riportò Carnevale in magistratura, alla Cassazione, a presiedere una sezione della Cassazione.
Per il momento sezione civile, prima stava nel penale.
Ma non è che l’assoluzione della Cassazione cancella i fatti.
Per esempio, indagando su di lui i magistrati di Palermo l’avevano intercettato per un certo periodo e l’avevano sentito, subito dopo la morte di Falcone e Borsellino, parlare di loro con dei suoi colleghi.
Carnevale, in quelle telefonate intercettate, li chiamava - Falcone e Borsellino, i martiri dell’antimafia - ‘i Diòscuri’, come se fossero Castore e Polluce.
Li prendeva in giro, da morti. Diceva che erano ‘due incapaci, con un livello di professionalità prossimo allo zero’.
Chiamava Falcone ‘quel cretino’, ‘faccia da caciocavallo’ - cioè faccia da culo, detto molto chiaramente, è un modo di dire siciliano - e aggiungeva: ‘io i morti li rispetto, ma certi morti no’.
Falcone e Borsellino manco da morti, li rispettava.
Aggiungeva: ‘a me Falcone non è mai piaciuto’. Poi insinuava che Falcone avesse messo sua moglie, Francesca Morvillo morta anche lei a Capaci, nella corte d’Appello di Palermo per far confermare le condanne che Falcone otteneva in primo grado.
Lo accusava di aggiustare i processi, diceva al telefono, per ‘fregare qualche mafioso’. Secondo lui condannare i mafiosi significava fregarli.
Questo lo diceva lui. Tant’è che quando l’hanno interrogato gli hanno chiesto: ‘ma lei conferma le cose che ha detto?’ ‘Si si, io contro di loro ho un’avversione che non è venuta meno neanche dopo che la mafia li ha ammazzati’.
Questo è il soggetto che in base a questa legge è tornato in Cassazione.
Ma c’era questa norma, fatta dal centrosinistra, che almeno ci metteva al riparto dalla beffa delle beffe. Carnevale è più vecchio di tutti proprio perché l’hanno reintegrato quando era over quota.
Il fatto che sia il più anziano degli altri lo pone in vantaggi in un’eventuale corsa alla presidenza della Cassazione.
Adesso un presidente c’è, si chiama Carbone, ma va in pensione nel 2010 e Carnevale lascerà la Cassazione nel 2013, quando avrà 83 anni.
Dagli 80 agli 83 anni, quando andrà in pensione Carbone, chi sarà il candidato unico, il più anziano, che ha più titoli per diventare primo presidente della Cassazione, il magistrato più importante d’Italia, quello che sta al vertice della piramide della magistratura sopra il quale non c’è più niente?
Sarà Carnevale.
In base a questa legge che stabilisce che anche se ha compiuto 75 anni ed è stato reintegrato, può diventare dirigente di un ufficio. Può diventare il primo presidente della Corte Suprema di Cassazione.
Così quando un famoso annullatore di sentenze come questo andrà a presiedere la Cassazione, tutti quelli che hanno delle sentenze che stanno per arrivare in Cassazione e che sperano che siano annullate, avranno buone speranze di ottenere il loro bravo annullamento.
Questa è la sesta legge ad personam che passa in Parlamento.
Vi preannuncio che ne avremo presto, probabilmente, una settima.
Adesso devono rinnovare la Corte Costituzionale perché c’è un membro che si è dimesso da un anno e mezzo. E’ un ex avvocato di Berlusconi, si chiama Vaccarella.
Era il civilista di Previti e Berlusconi. Si è dimesso un anno e mezzo fa, non l’hanno ancora sostituito ma ora c’è un pressing per sostituirlo.
Con chi lo sostituiranno? Il candidato favorito è il penalista di Berlusconi, l’avvocato Pecorella, che sta in Parlamento.
L’avvocato Pecorella è però imputato a Milano per favoreggiamento nei confronti di Delfo Zorzi, a sua volta imputato a Brescia per la strage di Piazza della Loggia.
Secondo l’accusa, Pecorella e l’avvocato di un pentito, Martino Siciliano, avrebbero pagato questo pentito per ritrattare le accuse a Zorzi sulle stragi di Piazza Fontana e Piazza della Loggia.
Di qui per entrambi, l’altro si chiama Maniacci, l’accusa di favoreggiamento nei confronti di un imputato di strage.
Non era mai capitato nemmeno in Italia che un imputato di favoreggiamento di un presunto stragista venisse promosso a giudice costituzionale.
Ma quando lo diventasse, pensate cosa succederebbe: avremmo un giudice costituzionale che ogni tanto va a un processo dove deve rispondere di favoreggiamento nei confronti di un presunto stragista.
A quel punto ricominceranno a dire che non solo per il capo del governo, dello Stato, per i presidenti di Camera e Senato ci vuole quella tranquillità, che sicuramente uno che ha dei processi non può avere per svolgere il suo mandato, ma anche per i giudici costituzionali bisogna prevedere l’immunità almeno durante l’esercizio delle funzioni.
Quindi si tornerebbe indietro, al lodo Schifani che diversamente dal lodo Alfano immunizzava anche il presidente della Corte Costituzionale e perché no, a quel punto, tutti i suoi membri, come inizialmente voleva fare Alfano.
Voi vedete come una legge ad personam ne figlia tante altre.
E’ come una smagliatura che se non viene immediatamente rammendata comincia a dilatarsi e diventa una voragine.
Ecco perché la smagliatura, cioè il Lodo Alfano, va immediatamente ricucita con l’abrogazione o per via referendaria o per via del respingimento della Corte Costituzionale, perché a furia di fare una legge ad personam dopo l’altra alla fine le uniche ‘personas’ che non otterranno mai giustizia saremo noi cittadini comuni.

Elvio Di Cesare

ASSOCIAZIONE REGIONALE DI LOTTA  CONTRO LE ILLEGALITA’ E LE MAFIE

http://www.comitato-antimafia-lt.org/